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post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2008




POVERO  GASPARD !




permalink | inviato da pasqualedigennaro il 21/2/2008 alle 18:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
povero gaspard !
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2008




"Le trou" , "Il buco"di Jacques Becker. 1960 (Francia) con Michael Constantine,
Philippe leroy,Jean Keraudy,Raymond Meunier,Mark Michel,Catherine Spaak.
   

1947. Carcere Santè di Parigi. Gaspard, è trasferito dalla cella numero ventisei a
quella numero sei. In questa ad accoglierlo un altro gruppo di detenuti che sta
organizzando una fuga. Dopo un estenuante lavoro di tutti per scavare
un buco e fuggire attraverso la rete fognaria della prigione, il tradimento
di Gaspard farà saltare i piani all’ultimo minuto.

Più che una film sulla fuga e sul carcere, l’ultimo film di Becker è un lavoro
sugli uomini e sull’amicizia. Il carcere come mondo sistematico, lento, che
imprigiona i detenuti in una condotta sempre uguale e monotona, fa da
sfondo alle relazioni del gruppo. Prima accettato con sospetto e poi
pienamente inserito nei rapporti di cella, Gaspard non riuscirà a fare a meno
del tradimento.

Totale assenza di musica, sostituita dai colpi inflitti alle pareti per scavare il grosso
buco verso la libertà; macchina da presa immobile che segue nei dettagli tutti i
 procedimenti di questa grande evasione; l’esterno della cella attraverso un
minuscolo specchietto legato ad uno spazzolino, sul quale l’occhio della cinepresa
 è sempre strettissimo, fino al colpo di scena finale, in cui un quasi esercito di
secondini è inquadrato sul piccolo frammento di specchio. “Povero Gaspard
le ultime parole ….

Perché questo film ?

Non lo so , dopo aver letto il bel post di S&B , dopo aver raccattato materiali
 variopinti ed inquietanti dalle prime pagine di giornali e giornaletti e dopo aver
 fatto mentalmente una rigorosa raccolta differenziata della mescolanza quotidiana
 … ecco mi viene in mente questo film del 1960.

Io l’ho visto che avevo un 15 anni, mi è sempre piaciuto, non ho mai più dimenticato
 quel pauvre Gaspard”…. Da ragazzo cercavo sempre di immaginare come sarebbe
 stata la vita del traditore dopo il film, ne ero intenerito, commosso, angosciato ….

Ma “povero Gaspard” fu indelebile …






permalink | inviato da pasqualedigennaro il 19/2/2008 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
quelli di Nanni.
post pubblicato in Diario, il 14 febbraio 2008




No … non sono tutti morettiani questi.
Quella lì con le scarpe-tacco a spillo leopardate di sicuro non lo è …..
il vero morettiano ?

- quello che possiede tutti i film di nanni compreso io sono un autarchico,
  prima su VHS registrato diversi anni fa da rai tre e poi riversato su dvd.

- Quello che alla fine di Ecce Bombo dopo aver riso di buona voglia fu afferrato
  da un brivido di malinconia che provocò un processo di “autocritica” rigorosa
  ed implacabile che in quel tempo andava molto.

- Quello che non ha mai sopportato chi ha definito Nanni e i suoi film… “comici” ….
ma che cacchio! Ditemi per favore cosa c’era di comico in “Bianca”,
 “La messa è finita”,”Palombella rossa”…fino alla “stanza del figlio” .

No! Sono qui al bar del cinema multisala Raffaello con mia moglie, compriamo
un secchiello ultra-medio di pop-corn e otto barrette di liquirizia di cui siamo ghiotti
e ci divertiamo a individuare i morettiani “puri” , quelli “precari”, “per caso”, quelli che
erano venuti per la SALA 2 con Bova – Moccia ma visto che i posti so’ esauriti hanno
 ripiegato su “caos calmo” … quelli che sono venuti a gustarsi
il Nanni Moretti –Isabella Ferrari della serie “anche moretti si è buttato sul sesso”
senza se e senza ma….

No quella con la scarpina leopardata non è morettiana … mi giocherei qualunque cosa …
infatti quando la maschera apre la sala 3, la nostra , va in altra direzione ed io …
tiro un sospiro di sollievo ….

 



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MA CHE BELLA DOMENICA.
post pubblicato in Diario, il 10 febbraio 2008


 

CAOS CALMO




permalink | inviato da pasqualedigennaro il 10/2/2008 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
monsieur Sarkozy ...
post pubblicato in Diario, il 5 febbraio 2008




Sarkozy dichiara in un’intervista televisiva :
“Non sono un teorico, non sono un ideologo, non sono certo un intellettuale :
io sono uno concreto, sono un uomo che crede “nel fare, non nel pensare”
e invita i francesi a “lavorare di più e guadagnare di più”.

La g
lobalità sociale non può venir ridotta a un insieme di individui ciascuno dei
quali rincorra le sue finalità private e sia guidato dai suoi desideri e dalle
sue regole private.
Il pensiero predicato da Sarkozy coincide con l’ideologia che pensare alla
totalità ed elaborare concezioni della società giusta sia una perdita di tempo,
in quanto irrilevante per i destini individuali e per il successo nella vita.
L’invito a “lavorare di più e guadagnare di più”, rivolto agli individui e adatto
solo a usi individuali, scalza quelli del passato a “pensare alla società”,
alla comunità.
Comunque Sarkozy non è il primo che cerca di accelerare la diffusione di
questo pensiero, la precedenza spetta a Margaret Thatcher e al suo
memorabile annuncio secondo cui “ non esiste qualcosa che si possa
chiamare ‘società’ : esistono solo il governo e le famiglie”.
Insomma la nuova ideologia teorizza che uomini e donne, in quanto
individui, dovranno trovare sempre di più “soluzioni individuali” a
problemi creati dalla società e implementare individualmente tali soluzioni
con l’aiuto di capacità e risorse individuali.
Diventa quindi “controproducente” unire le forze e subordinare le azioni
individuali a una “causa comune”.
Largamente accettato e saldamente accolto questo pensiero liquida qualsiasi
forma di “antagonismo” con un netto “non esistono alternative”.
Esso diviene, per usare la memorabile espressione di Pierre Bourdieu,
veramente “pensèe unique” .
Tutto ciò che accade agli individui viene comunque definito come dovuto alla responsabilità dei singoli.
Della serie : “hai sbagliato … e pagherai !!! “.




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munnezze.
post pubblicato in Bucchi, il 1 febbraio 2008


 E' una vignetta di Bucchi , il vignettista di Repubblica. Rappresenta un uomo che si trascina a terra , carponi, sofferente e dice : " Si sente quel terribile odore del futuro andato a male".

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